E alla fine va sempre allo stesso modo, tra Imola e la Fortitudo, una volta conclamato che il PalaRuggi porta jella a Bologna: i biancoblu gigioneggiano, i biancorossi si esaltano, ma il solito tiro allo scadere che fa girare la vittoria verso la città lasciando la provincia con l’amaro in bocca. Era stato Legion (forse fuori tempo massimo) scorso anno al Paladozza, è stato Mancinelli, totalmente scoordinato, questa volta a Faenza. E bene per la Effe, salvata dopo 25’ di regolare superiorità, 15’ di sciagure, e tanto ancora da capire su cosa sia, al netto delle assenze, il valore della truppa.

Sonnolenze in difesa ma buoni spunti in attacco iniziali, il primo quarto è fin troppo fluido, con Bologna che lascia spazio eccessivo a Wilson, ma che tra un contropiede e un giro di palla almeno davanti aggiusta le cose. Si corre più del necessario sia di qua che di là, Amici viene fischiato ad ogni possesso, e Imola sfrutta distrazioni e perse altrui per chiudere avanti il primo quarto 20-19.

Bologna sembra quasi infastidita dalla resistenza locale, ma una volta accortasi che sotto il Prato non c’è tanto, ecco che la verve offensiva permette un barlume di vantaggio (37-30), anche se qualche attacco rischia di essere vittima di fretta e non sempre a rimbalzo si fa la voce grossa. Basta e avanza, comunque, contro una Imola che non va oltre il corri, tira, e spesso sbaglia. Con Amici a far da portatore di palla arriva il massimo spread (40-32), e 20’ che arriva con Bologna avanti 44-37.

L’attacco di Imola è talmente basico che la Fortitudo non può non imbrigliarlo, e dopo un piccolo avvicinamento (48-44) in campo c’è molto più capoluogo che non provincia, potendo Boniciolli come solito bussare a più opzioni. 13-2 di parziale, lucrando tanto dalla lunetta, tra troppe interruzioni e 61-46 di slargo. Però non si fa la voce grossa necessaria per chiudere in anticipo, qualcuno eccede negli sbadigli, e 66-58 al 30’.

Non abbastanza ruggente la Fortitudo per facilitarla, non abbastanza lunga Imola per riaprirla davvero. Il gioco si sgonfia, si segna con il classico contagocce, e con qualche nervosismo interno di troppo è cosa buona e giusta che Imola sprechi tante volte la possibilità di arrivare davvero vicina. Però, ormai scollata e con Amici ancora a portar palla, a 80” arriva un clamoroso sorpasso. Boniciolli richiama McCamey, la zona di Cavina imballa Bologna, un antisportivo viene sfruttato davvero poco da Imola (solo un punto), Bell non la chiude, Mancinelli invece sì.

(foto Fabio Pozzati – Fortitudo Pallacanestro)

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