Waimer non era un esperto di musica, ma c’era comunque qualcosa che proprio non capiva. Ovvero, questa mania per i balli latini e fregnacce simili che tutte le estati era costretto a sorbirsi. Tutti ‘sti bailando, mueve la colite, despaciti lo tormentavano, specie considerando che lui viveva nel regno del liscio, e non capiva la necessità di importare suoni. Aveva provato a corrompere la Fonospiaggia, aveva provato a cambiare la playlist dell’acquagym e della babydance, ma la risposta era stata una rivolta da parte di mamme cellulitiche prima, e di viziatissimi bimbi poi. E non era il caso di scaldare gli animi, visto e considerato poi che anche i due tifosi, quell’estate, tanto pacifici non lo erano.

Bavvy – Ma allora lo avete preso, il centro! Non so come sia finita con Cusin, ma intanto avete preso Torreverde! Grandi, grandissimi! Ora avete il posto perfetto per le vostre salsicciate, che mi sembra essere l’unica cosa che vi interessi, mica essere promossi o altre pinzillacchere come giocare e vincere. Avete anche il presidente operaio, cosa volete di più?

Piccy – Sai di voi cosa mi fa più imbestialire? Che uscite fuori solo quando c’è il sole, o quando ritenete che ci sia il sole. Lo scorso anno dove eri, quando eravate retrocessi, dovevate cercare sul navigatore la metà dei posti dove andare a giocare, e non sapevate con chi fare la squadra? Te ne stavi lì, buono, facendo finta di niente e quasi ti eri dato a seguire il nuoto sincronizzato olimpico. Adesso sono bastati due caffè (da parte di quello che, non dimenticare, schifavi quando poteva essere l’alternativa canadese al calcio), e ti sei riscoperto tifoso. Bella vita, no? Facile, no? Io almeno ci sono sempre.

Bavvy – Esiste anche un qualcosa che si chiama dissenso, o comunque voler far capire ai padroni del vapore che non tutto deve essere dato per scontato. Non è che potessi fare clacsonate per strada dopo essere retrocesso, ma questo non voleva dire essermi dato al sincronizzato. Ora, caspita, fammi un attimo festeggiare: dopo anni di illusioni, di gite enogastronomiche e lasciatemi perdere, dopo squadre fatte con scarti e unico obiettivo quello del premio italiani, almeno adesso mi sembra che ci sia la voglia di fare bene. E soprattutto qualche soldino. Mi sento come ti sentivi tu nel 1993 quando dopo anni di pane duro arrivò Seragnoli e vi portò Esposito: posso un attimo essere contento e sbattertelo in faccia, o ti devo chiedere il permesso? Dai, siamo e resteremo vincenti. Anche la figlia di Danilovic ha vinto il doppio juniores a Wimbledon…

Piccy – Ma non dico mica che tu non debba festeggiare, fintanto che non ti accorgerai come magari qualcuno distruggerà lo spogliatoio e il caciucco alla livornese vi andrà di traverso. Dico solo che il vero tifoso c’è sempre, non solo quando vi mettono la roba nel piatto.

Bavvy – Ma chi se ne frega di quello che pensi! Poi dai, anche a voi va benissimo. Preparate la campagna abbonamenti, vi volete portare a casa i seggiolini del Paladozza, volete anche fare un palasport nuovo! Sai che da qualche parte ci devono ancora essere i progetti di… come si chiamava.. Parco delle Stelle? Ecco, potete ripartire da lì. Magari prendendo Liburdi come addetto alla sicurezza. Io intanto mi godo la mia squadra, e intanto mi prendo un altro caffè, così mi sento parte della cosa e infinitesimale stipendiante di Aradori e compagni. Tu? I pois te li metti ancora?

Waimer dovette creare una chat di whatsapp – era stato costretto ad impararne l’uso – per chiamare a raccolta qualche sua amica esperta di lapdance acquatica. I due tifosi si guardavano sempre più in cagnesco, ed era necessario un diversivo per evitare che iniziassero a volare gli ombrelloni e i lettini. Arrivò tale Jack, dal capoluogo, garantendo che di materiale per la lapdance acquatica lui ne avrebbe portato. Dammi un remo, poi la roba che ci ballerà attorno te la faccio avere io. Sarebbe bastato?

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