Waimer aveva da anni un problema con l’area giochi della spiaggia. La cosa gli aveva portato un buon numero di bimbi con mamme al seguito, ma di riflesso era anche aumentata la litigiositá collettiva: bastava che Bryan non lasciasse l’altalena a Sharon (l’onomastica lasciava a desiderare, ma non era Waimer quello che poteva parlare) e subito le genitrici entravano in contatto. Non amichevole. E il bagnino pensava che la soluzione sarebbe potuta essere quella del Daspo traslata a giostre e gonfiabili. Nel frattempo, il Daspo lo avrebbe dato ai due litigiosissimi tifosi: non fosse stato per gli incassi che regalavano, il foglio di via a causa dei continui brontolii sarebbe stata la soluzione ideale.

Bavvy – Ci volevamo noi per ridare un po’ di nobiltà al Paladozza, dato che da anni lo riempite con partite di cartello tipo Costa Volpino (cit.) e simili. Siamo tornati dove abbiamo vinto tanto, e dove sono certo ci divertiremo di nuovo. Poi se ogni tanto ci vorrete giochicchiare anche voi con il vostro basket minore, basta che poi puliate.

Piccy – Ma tu non sei quello che per 15 anni ha fatto epopea del palasport di Casalecchio, dei seggiolini bianconeri, dell’inamovibilità del museo Virtus e tutto il resto? E ora cosa salta fuori, che erano tutte balle?

Bavvy – E tu non sei il primo che lasciò Azzarita perchè, come raccontavano i tuoi trombettieri dell’epoca, noi siamo il nuovo che avanza, realtà di livello europeo che deve allargarsi, basta con un palasport stretto e piccolo? Lo dicevate voi, mica noialtri.

Piccy – Certo, ma abbiamo capito subito che non era adatto, per mille motivi. Mentre voi lo avete capito solo per emanciparvi definitivamente dal vostro passato. E che vi piazzava convegni o altro costringendovi a cercare altre date. Altrimenti eravate ancora lì.

Bavvy – Mentre voi siete andati in Azzarita, non avete pagato il mutuo, e chiunque vi prenda in mano vuole fare un palasport nuovo. Ora dovremo pensarci noi a rimetterlo a posto e ad aggiustarlo. Come sempre.

Piccy – Come sempre cosa, che fino a poco tempo fa ti vantavi che avevi più spazio, l’arena più grande e funzionale del mondo, e roba del genere? Dai, hai solo cercato di fuggire via…

Bavvy – Ah ma puoi dire quello che ti pare, intanto stiamo facendo il boon degli abbonati. Voi intanto avete fatto anni di guerre civili per il marchio e ora sulle vostre tessere c’è un logo di cui ignorate la provenienza. Tanto vi va sempre tutto bene, no?

Anche stavolta serví un surplus di aperitivo per cambiare discorso. Waimer peraltro era equilontano da entrambi: non gli piaceva il bianconero perchè usurpava i colori del Cesena, e non gli piaceva il biancoblu per quella battuta del suo allenatore su c’è chi lavora e chi a Cervia. E sognava sempre di più la nazionale femminile di pallavolo.

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