Virata la boa del Ferragosto, di solito Waimer non sapeva bene se iniziare con blande speranze di temporali per riposarsi un po’, o continuare a pregare il Dio Solo perché portasse ulteriori ombrellonai nella sua spiaggia e, per questo, ulteriori guadagni. Intanto però gli era stato detto che i due tifosi, forse, nel weekend si sarebbero assentati. Di certo quello fortitudino, che non vedeva l’ora di tornare momentaneamente a Bologna per la prima amichevole della sua truppa. Più in dubbio quello virtussino, che viveva una discreta crisi esistenziale.

Waimer – Quindi cosa fate? Ditemelo che casomai subaffitto i vostri ombrelloni.

Piccy – Io vado. Questa sera il Paladozza riapre, e sarà anche una amichevole ma quando c’è la Fortitudo ci devo essere pure io, riga. Poi chiaro, ho una forte voglia di contestare la società perché non è possibile pensare di “rinforzare” la squadra lasciando che il futur Olympiacos vada a svernare a Cantù, ma cosa dobbiamo farci? Va bene, ci faremo andare bene quelli che ci sono. Comunque sia, io venerdì non ci sono. Sono tornato a casa per abbonarmi, ora tornerò per lo scrimmage. Ah, a proposito di abbonamenti, tu come sei messo? Sei già andato al Fortitudo Point per abbonarti, ovviamente alla Virtus?

Il tifoso virtussino rimase un attimo in silenzio. Avrebbe avuto voglia di prenderlo, quell’ombrellone, e di scaraventarlo in testa a chi lo stava perculeggiando. Ricordava i patemi del 2002, quando anche in quel caso c’erano vari partiti, nel mondo bianconero, a proposito di cosa fare delle proprie tessere. Poi, rabbioso, provò a dire la sua.

Bavvy – Qui c’è un sacco di gente che non ha capito niente. Io non sono d’accordo su quelli che vorrebbero “staccare la spina” perché non ritengono possibile altra Virtus se non quella vincente dei tempi di Cazzola e Porelli. Magari dimenticando che Porelli prima di vincere qualcosa anche lui ebbe da mangiare i suoi pane e salame. Il tifoso, il tifoso vero e non quello che si ricorda del bianconero solo quando scopre che c’è stata una vittoria, dovrebbe stare vicino alla squadra nel bene e nel male, perché non è che voialtri abbiate il copyright del “per amore” eccetera. Anche perché è dal 2003 che sento di gente che, appunto, vorrebbe staccare la spina. Abbiamo sopportato Madrigali e i suoi lodi, abbiamo sopportato il logorarsi del rapporto con Sabatini, che – non lo dimentico – prima ci ha salvato dai rischi di diaspore come le avete avute voi altri. Poi – non lo dimentico – ha iniziato a pensare più alla propria visibilità che non al benessere bianconero, almeno a mio parere. Mi è piaciuto il processo di “normalizzazione” che pareva essere iniziato con Renato Villalta, e poi? E poi è capitato che non si è più capito chi è che comandi, in Virtus. Ora c’è un presidente, una Fondazione, dirigenti. Ecco, chi è che è colpevole di questo sfacelo? E anche volendo fare tabula rasa di quanto avvenuto lo scorso anno e pensando a rientrare nel giro che conta, ma come posso affidarmi a chi non ha capito che ora dovrebbe essere la Virtus a venire da me, e non il contrario? Dovrei abbonarmi a prezzi che sono inaccettabili per la A2, specie dopo una retrocessione. Dovrei abbonarmi al Fortitudo Point, perché c’è anche questa opzione. Dovrei abbonarmi con la clausola “non sappiamo dove giocheremo alcune partite”. Ecco. Pensa a questo: nel 2001, dopo una finale scudetto persa – una finale scudetto persa! – in Fortitudo c’è chi pensò ad uno spot “noi ci giochiamo la faccia”. Mi sarebbe piaciuta la stessa cosa: qualcuno a dire “ricominciamo”, a dimezzare i prezzi di chi lo scorso anno si è visto Gaddy e compagnia bella retrocedere. E non tirare fuori gli incolpevoli Canna e Brunamonti, o fare quei prezzi. Mi sembra quasi che sia uno sfruttamento del nostro amore incondizionato.

Piccy – Ottime parole, ma alla fine che fai?

Bavvy – Non lo so, non lo so davvero. E’ la maledizione di noi tifosi, che non possiamo contestare le società se non restando a casa, ma restando a casa ci si fa male perché non puoi sostenere la squadra (e sinceramente i nuovi arrivati di colpe non ne hanno). Per cui, ti prego, ora vai a vedere i tuoi amichetti che si spaccano le costole a doversi battere il petto e indicare la vostra curva ad ogni canestro, e lasciami in pace. Mordo.

Waimer prese nota. Venerdì poteva subaffittare l’ombrellone del tifoso biancoblu, mentre sabato.. lo avrebbe scoperto solo vivendo. Dura la vita del tifoso, diceva il virtussino. Ma dura anche la vita del bagnino. Durissima. Specie all’inizio della fine dell’estate, quando cominciavano i saldi di fine stagione e le turiste rimaste illibate fino a quel momento partivano alla ricerca di chiunque potesse renderle felici. E, chiaramente, si trattava del tredicesimo, o quattordicesimo giro del draft. Dura, dura.

BolognaBasket.it © 2000 - 2015 Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica riservata presso Tribunale di Bologna, decreto 8225 del 03/02/2012

e-mail: redazione@bolognabasket.it

Privacy e Cookie Policy | Sito Web realizzato da: beltenis.it | Feed RSS: