Waimer guardava il cielo, che preannunciava temporale, e si ricordò di un sedicente giornalaio che, un giorno, davanti alla stessa immagine iniziò a canticchiare di temporali che non facevano uscire e di uomini anziani che offrivano sigarette turche a cinghiali bianchi. Si chiese quando è che lo avrebbe rivisto, con le sue strane nostalgie di Festivalbar e raccolte degli Wham!, mentre piano piano la gente arrivava al bar, domandandosi se fosse il caso o no di andare in spiaggia. Poi, all’arrivo dei due tifosi, iniziò a borbottare.

Waimer – Non è che il fatto che io sia romagnolo porti all’essere analfabeta. Li ho letti i calendari, sapete? E questa roba qui mica mi piace tanto, anzi. Del derby a Natale m’importa una sega, ma il sabato di Pasqua.. Insomma, ogni tanto qualcuno di voi a Pasqua dalle mie parti passava, e questo mi porta a dover dimenticare i primi incassi della stagione.

Piccy – Sono le novità degli ultimi anni. Una bella partita a Natale, seguendo le direttive del loro vecchio capo che anni fa disse diciamo la verità: il dopopranzo di Natale è una palla, e la partita è un pretesto per scappare. Questione di punti di vista. Comunque sia, Natale di derby e Pasqua di derby: lo scorso anno abbiamo scuoiato Lestini, stavolta vedremo. Ah, dimenticavo, io mi sono già abbonato, tu cosa pensi di fare? Poverino, ho letto che non hai nemmeno un Palasport…

Bavvy – Stai buono che con i derby natalizi non ti è mai andata tanto bene. Da quello del 1989 dove ti spernacchiammo con un canestro del vostro Bucci che i refertisti non videro, a quello del 2000 dove i vostri campioni d’Italia ne presero 40 o giù di lì. Poi a Pasqua di solito si mangia la colomba, noi mangeremo i piccioni.

Piccy – Non mi hai mica risposto. Dove giocate? Peraltro con la vostra prosopopea, farete 300 abbonamenti e vi basterebbe un qualche campetto di periferia. Al Paladozza non ci potete venire, però posso darti il numero di Gil. Mi sa che gli avanzi un Parco delle Stelle, se avete ancora qualche Sacradollaro viene via con poco.

Bavvy – Lascia perdere. ‘sta roba non la capisco. Vent’anni fa giocavamo tutti in Azzarita, c’erano anche le coppe, c’erano anche i concerti e mai un problema. Ora per fare 15 gare 15 nascono i problemi: non vorrei che magari ci fosse qualche bizza tra il boss del Palasport e gli affittuari, e ogni volta – zac! – viene messo alla Unipol Arena un Gigi D’Alessio a disturbo.

Piccy – Te l’ho detto. Fatevi un palazzo vostro. Così ci trasferite anche il museo Virtus e ci mettete, che so, i fogli di carta di Spencer, la panciera di Pittman, la salsa Alfredo di CDR, il letto dove dormiva Cuccarolo… Dai, il numero di Gil è.. no aspetta, lo chiamo io, forse la Fondazione non ha abbastanza credito nel telefono.

Bavvy – Ma ringrazia che avete fatto i playoff, che altrimenti chissà dove finivate. Vi siete messi a fare dei pluriennali a pioggia, e dimenticate che, di solito, quando fate gli sboroni poi arrivano i derby e abbassate la cresta. Molto. Quindi divertitevi pure adesso, ragazzi.

Waimer ‘ste faccende di derby non le capiva. Gli avevano proposto un derby dove da Porto Corsini sarebbero arrivati con delle zanzare dipinte di giallorosso ravennate per sfidare le sue, bianconere cesenati, a non si sa bene cosa. Aveva fatto due conti, aveva pensato che la faccenda non gli avrebbe portato ad ulteriori incassi, e aveva declinato. ‘ste cose di derby lasciamoli ai cittadini, e amen. Poi stava arrivando il 38 luglio, e lui doveva pensare a convincere la Fonospiaggia ad irradiare gli Squallor, almeno per una volta all’anno.

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