Waimer non aveva ben chiari i gusti abbeveratori dei propri clienti. Di certo ricordava, o forse gli avevano ricordato, che una trentina di anni prima il tifoso fortitudino (o magari un avo) si nutriva solo a succhi di frutta (“I succhi Yoga sono una droga”, o simile, per poi passare ad altre marche). Il virtussino, invece, era passato dal latte alla birra analcolica, per poi ritornare al latte in tempi molto recenti. Insomma, non ci si raccapezzava, specie ora che il bianconero voleva solo bere caffè, di una marca specifica, e non più il suo famoso “Caffè Drudi”, fatto macinando vecchi lettini ormai inutilizzabili e colorandolo con cozze di dubbia provenienza.

Bavvy – Abbiamo lo sponsor, e non vado oltre sul soggetto perché non mi voglio perdere nei meandri delle problematiche calcistiche fondazionistiche. Che almeno arrivi qualche denaro, e che il caffè tenga svegli i giocatori: di recente hanno dormito e nemmeno poco.

Piccy – Però vedo che vi lamentate già delle maglie. C’è del colore che non è il bianconero, forse la V nera non è gigantesca come piace a voi.. insomma, siete sempre lì a brontolare.

Bavvy – Beh, non è che voi siate gli unici depositari della passione per un marchio o cose del genere. Peraltro voi? Dai, leggo che dopo Daniel e Carraretto, anche Amoroso è andato via senza mandarle a dire. Bravi, vero? Per amore, baci e abbracci, poi capita che i giocatori vogliano qualche soldo, la società non glieli voglia dare, almeno nelle quantità richieste, e finisce con il divorzio.

Piccy – E un bel chissenefrega? Dispiace perché è gente che qualcosa per noi lo ha fatto, ma non è che questo significhi contratti a vita. Daniel mi ha fatto godere, Amoroso era uno con la fotta giusta, Carraretto grande professionista e non è detto ancora che non si trovi un punto di accordo. Resteranno nei nostri cuori, ma ora avanti chi c’è, amen. Quindi torna a pensare ai tuoi Michelori e ai tuoi tiri liberi, che se devi stare a guardare in casa nostra fai brutte figure.

Bavvy – Guardare in casa altrui? Scusa, parli te? Non passa giornata in cui un qualcuno di voialtri tiri fuori il derby, che non veda l’ora di giocare il derby, che aspetta solo il derby, o che giudichi il nostro mercato. Hai sentito qualche virtussino parlare di Fortitudo? Ecco, questa rimane la differenza tra noi e voi. Noi viviamo per la Virtus e basta, voi sembrate quasi vivere in funzione nostra.

Piccy – Certo, perché quando perdiamo voi mica godete, eh? Vi siete iscritti tutti al fans club di Brescia, ora che Vitalino vuole andare a giocare là guferete e spererete nella sua terza retrocessione consecutiva. Dai, torna a bere caffè che ti viene meglio.

Waimer era quasi annoiato. Ok, anni e anni prima i due tifosi si scannavano pensando ai fuochi di artificio di mercati estivi in cui i giocatori da strappare all’avversario erano i principali presenti in Europa. Poi si era passati a diaspore e guerre civili, poi a problemi societari sparsi, vari ed eventuali. Ora sì, uno dei due era retrocesso in una terra fredda, terra negra, ma la cosa era stata presa quasi con rassegnazione in attesa di tempi migliori. Lui continuava a sentirsi minacciato da quello che voleva solo caffè di una certa marca, ma il problema era un altro. A brevissimo sarebbe arrivato dalle sue parti un soggetto strano, che chiedeva alla Fonospiaggia di irradiare solo antiche strofe di Gazebo e di Diana Est: lo avrebbe sopportato?

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