Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia della trasferta di Udine.

“La lettura di Bolognabasket mi ha salvato, ha scritto le cose che avrei voluto dire io: non c’è stato un relax post derby, e giochiamo contro Udine che viene da 5 vittorie consecutive e che vorrà finire bene. Poi, il punto attorno a cui giriamo: la maturità di questa squadra, che deve capire il valore di questa partita. In termini numerici, siamo in un campionato più difficile dell’anno scorso, ma il bilancio delle nostre vittorie è simile, con i problemi di Flowers prima e Roberts poi. Con quel record, e con quella condizione fisica in crescendo, abbiamo fatto un grande playoff. L’incognita di questa squadra è capire quanto siamo maturi. L’anno scorso sembravamo più solidi, c’erano Amoroso e Carraretto, oltre a Lamma, che sono stati sostituiti da Mancinelli e poco altro. E’ arrivato Gandini che è stato fondamentale, ma gli esterni sono stati ringiovaniti, con il passaggio dall’esperienza di Carraretto alla gioventù di Campogrande, che è stato tra i protagonisti nel derby. In una stagione con una sola promossa è assurdo lavorare solo sull’oggi, specie per un allenatore che ha un pluriennale. Altri come Candi sembra si siano ripresi, e stiamo facendo un ottimo girone di ritorno, uno dei migliori, ma dobbiamo crescere in altre cose, come i finali di partita. Nel derby eravamo +13, fossimo stati solo +6 sarebbe andata diversamente, in una stagione a cui ora come voto darei 6,5 viste le problematiche (Ruzzier, Roberts che per qualcuno avrebbe dovuto farne 20 in A2 dopo averne fatti 10 in A1). Dobbiamo capire quanto siamo cresciuti, pronti per dare un risultato importante, e Udine potrà darci risposte, sebbene parziali. Una gara solida come Recanati ci farebbe pensare che ci siamo, una vittoria ci farebbe pensare di essere prontissimi; fisicamente stiamo bene, l’unico dubbio è un risentimento muscolare di Legion che speriamo non porti a microlesioni che lo farebbero stare fuori domani. Comunque, nella peggiore delle ipotesi, chiuderemmo il girone di ritorno 10-5, come lo scorso anno, senza fare altri calcoli sui risultati delle altre e senza aspettare botte di fortuna. Una analisi di medio periodo può darci un trend, e noi ora non stiamo andando male: nel girone di ritorno abbiamo perso per nostri errori con Verona, Ferrara, Trieste e Roseto. Abbiamo combattuto con tutti, dominando Treviso e battendo la Virtus.”

Cinciarini, novità? “Ieri sera pareva fatto, oggi siamo ad un passo indietro. Ho molto rispetto di Caserta e della sua storia, leggo delle loro difficoltà, del proprietario che vuole portare le chiavi della società al sindaco. Chiaro che lui sarebbe perfetto per la nostra squadra, lo conosco e sarebbe un innesto importante. Se la trattativa andasse bene si allenerebbe subito, ma sarebbe complicato inserirlo a solo una settimana dai playoff: sarebbe comunque un problema che ci piacerebbe avere, in previsione di un turno che sarà minaccioso. La giusta punizione per alcuni errori di maturità, specie nel girone d’andata, è l’ingresso nel girone della morte, il braccio playoff peggiore, mentre dall’altra parte ci sono squadre buone, ma non come dalla nostra parte. Errori di tutti, compresi i miei su Roberts.”

C’è il rischio di pensare che i playoff saranno come lo scorso anno a prescindere? “Ci sono giocatori che conosco, e noi abbiamo lavorato tutto l’anno per essere fisicamente pronti: non è prodromo di vittoria, ma grazie allo staff tecnico siamo arrivati qui meglio di dodici mesi fa. Poi ci sono i nostri tifosi, che vogliono vedere la squadra giocare al suo livello, e che sanno come le altre 15 squadre non ci vogliano incontrare. Infine quelli che dicono che se non andiamo in A1 dobbiamo cambiare tutto: questi hanno bisogno di un supporto, perché hanno bisogno di aiuto”

Avevi citato Allegri quando veniva visto a rischio per una sconfitta. Ora pare essere il migliore allenatore della storia. “Non posso paragonarmi ad Allegri, ma come lui alleno una squadra molto visibile. Questi giudizi spiegano perché dobbiamo farci pagare molto. Io ho la fortuna di lavorare in una società equilibrata, altri pensano di essere opinion-maker per dare aria ai denti, e l’unico antidoto per essere esonerati come successo a Ranieri dopo l’evento del secolo è farsi pagare il più possibile, cosa che io cerco di fare da più tempo. Farsi pagare molto evita di essere nelle mani di questi cazzoni, che decidono che devi essere esonerato perché perdi un campionato all’ultimo secondo”

Il video, grazie a Sportpress

(Foto di Fabio Pozzati)

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