Il presidente della Virtus Alberto Bucci è intervenuto ieri durante la trasmissione “Tutti in piedi per le VNere” su Punto Radio.
Ecco le sue parole

Come sto? Mi sto riposando 5-6 giorni, dato che ho finito il mio ciclo e quest’estate non sono andato mai via.

Il raduno con tantissima gente. E’ stato emozionante, gente è venuta via prima dalle vacanze per esserci. Un mare di persone che avevano occupato la palestra. E’ stato molto bello, un senso di appartenza alla Virtus.

La campagna abbonamenti sold out in 21 giorni. E’ partito tutto dalla retrocessione. Io andai a parlare con la società dicendo “io ci sono” e spiegando che per risalire bisogna ricominciare da capo, cercando di fare una squadra per tornare su in due anni e portare dei giovani in prima squadra. E cercare di avere un buon feeling col pubblico, far vedere che siamo seri, non promettere bugie, dire quello che siamo e in che condizioni siamo. E poi vogliamo crescere. La società mi ha dato il via libera e siamo partiti. Mi ricordo in Sala Borsa, c’erano due persone e tre gatti. E poi piano piano la gente ha inizato a vedere che eravamo veri, i giovani giocavano, e non per dire. E poi piano piano è cresciuta la squadra, la società e la fiducia, vedendo che eravamo reali. La squadra è cresciuta sentendo la gente lì, e poi l’apoetosi è stata la vittoria del campionato, con tutte quelle maglie nere a palazzo.

Il clima che si respira attorno alla squadra è molto bello. Sono arrivati Gentile e Aradori – che ancora non c’è – e Gentile si è messo subito a disposizione. I giocatori sono diventati amici, stanno insieme, è molto bello. Sento spesso Gentile, è molto contento e ha voglia di fare. Gli ho detto che è una cosa molto bella, ma spesso ti mette in difficoltà se le cose non ti vengono come vuoi. Io gli ho detto di parlare a se stesso, e di chiedersi ogni giorno se ha dato il massimo. Poi se le cose non vengono come vorresti lo diventeranno. Nella crescita ci sono gli errori, e gli errori sono la base per migliorare. E lui lo farà.
Poi ci sono gli americani, questi due ragazzi che sono venuti a completare – manca ancora un giocatore – il roster. Sono ragazzi simpatici, si impegnano, ci danno, anche se sono ancora indietro. Ma cresceranno, non abbiamo fretta. Io ho detto che in precampionato mi piace perdere non perchè mi piaccia perdere, anzi io voglio sempre vincere, però le sconfitte portano e pensare e a lavorare di più. Qualche volta la vittoria ti fa riposare troppo, pensi di andare già bene. E’ un bel gruppo.

Ramagli. Quando l’ho chiamato l’anno scorso il progetto iniziale era far giocare i giovani e arrivare ai playoff. In un anno abbiamo vinto campionato e coppa Italia, e i giovani hanno giocato. Di più non poteva fare. Ora è concentratissimo per fare una grande stagione. Non è facile, i tifosi sognano ma non è una cosa facile. Oltre ai bravi giocatori devi creare l’equilibrio, perchè tutti giocheranno meno, e dovranno dare il massimo nel tempo che giocano. Dovrà crearsi un gruppo in cui chi entra non faccia cambiare il movimento dell’orologio. Se chi entra vuole fare un po’ di più si va o avanti o indietro. Questo è il lavoro che dovrà fare Ramagli.

Il pubblico dovrà stare vicino alla squadra anche in caso di sconfitte. Io parlerò di questo alla presentazione della squadra, il 27. Il pubblico ci ha regalato tanto e voglio che continui a farlo. All’inizio è dura, abbiamo Trento, Venezia e Milano – le tre candidate per vincere il campionato – e Sassari. Abbiamo quattro partite pazzesche su sei.

Il giocatore che manca. Un giocatore che deve allargare il campo. Noi abbiamo Slaughter che gioca benissimo sotto, Lawson che può giocare sotto e fuori, ci serve un giocatore che apra il campo dal perimetro, altrimenti intasiamo l’area. Gentile col primo passo è devastante, bisogna lasciargli spazio.
Abbiamo tanti nomi, li stiamo valutando. E soprattutto valutiamo l’uomo. In questi due anni abbiamo sempre scelto l’uomo prima del giocatore.
Su Slaughter ad esempio abbiamo parlato con Laso, che giocava a Trieste quando io allenavo, e mi ha detto che è un grande giocatore e una persona fantastica. E di Laso ho grande stima, siamo andati a mangiare insieme quando in Spagna lavoravo con Ancelotti.

Cosa si chiede a Pajola. L’anno scorso dovevamo mandare dentro i giovani, e li abbiamo fatto crescere. E avevamo preso un ragazzo di 21 anni – Spissu, che da noi è cresciuto – per non disturbare Penna. E abbiamo preso un esterno italiano per far giocare Oxilia. Avevamo preso giocatori per non disturbare i nostri giovani.
E’ vero, Pajola quest’anno giocherà meno. Ma quest’anno per lui c’è l’occasione di lavorare duro in allenamento con una serie di grandi giocatori, si troverà a marcare spesso Umeh, Lafayette. Avrà da lavorare e imparare. Lui lo sa ed è un ragazzo molto intelligente. Gli altri li abbiamo mandati in squadre dove dovranno guadagnarsi i minuti, Pajola invece ha 17 anni e lo tengo io. Lavora con me, poi se l’anno prossimo non è ancora pronto per giocare in A1 andrà in A2. Ma io di lui ho grande fiducia, e vediamo a fine anno cosa potrà darci.

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