Un sedicente giornalaio che aveva sedimentato dalle sue parti per un po’ di tempo gli aveva lasciato una musicassetta (una musicassetta! Waimer aveva cercato di capire come infilarla nell’iphone, poi papà Jader gli spiegò come ascoltarla estraendo una vecchia radio stereo dallo sgabuzzino) con brani da ascoltare in caso di fine stagione. C’erano robe non…

Waimer li conosceva ormai da un po’ di anni, i due tifosi, e si era abituato ai loro continui litigi che lui, da scarso cestofilo (in Romagna si vive solo di moto a scorreggette), traduceva con “giochiamo a chi ce l’ha più lungo”. In quei giorni i due avevano limitato gli screzi sulle proprie squadre,…

Waimer non era un fanatico di calcio: osservava con simpatia inerziale il Cesena, ma per il resto si adeguava a tutto, e cercava di stare aggiornato solo per non perdere il filo con la propria clientela. E in quei giorni aveva dovuto fare un corso accelerato di VAR, deducendone che era un modo per rivedere…

Waimer aveva da anni un problema con l’area giochi della spiaggia. La cosa gli aveva portato un buon numero di bimbi con mamme al seguito, ma di riflesso era anche aumentata la litigiositá collettiva: bastava che Bryan non lasciasse l’altalena a Sharon (l’onomastica lasciava a desiderare, ma non era Waimer quello che poteva parlare) e…

Passato il Ferragosto, Waimer aveva sempre in cuore questa strana idea che da un lato si fosse scollinato verso la fine dell’estate, ma che dall’altro fosse il momento in cui c’era il massimo del lavoro, e la gente arrivata in spiaggia era molto, molto più nevrotica di quella presente in luglio. Forse perchè hanno dovuto…

Waimer aveva smesso di boccheggiare dopo il periodo della atroce afa, e aveva passato la Notte di San Lorenzo ricordando come un sedicente giornalaio gli avesse fatto un pistolotto su un omonimo singolo di tal Franco Simone del 1983, concludendo spiegandogli l’intera scaletta della serata riccionese del Festivalbar in quella antica estate. Waimer rimase ad…

Questa storia della siccità portava, nel cervello di Waimer, pensieri di vario genere. Da un lato sapeva che la sete (dei clienti) gli portava incassi e grandi gioie nel conto corrente. Dall’altro lato si spaventava. E se si fosse prosciugato il mare? Avrebbe dovuto mettere le ruote ai pedalò e trasformarli in mehari? Trasformare la…

Waimer aveva visto delle foto di una recente grandinata, avvenuta dalle parti di San Benedetto del Tronto. La spiaggia pareva innevata, e a lui era venuta una brillante idea: possibile, si chiedeva, creare un settore spiaggia dove mettere una duna di sabbia, un po’ di neve – vai te a capire come conservarla – e…

Waimer non era un esperto di musica, ma c’era comunque qualcosa che proprio non capiva. Ovvero, questa mania per i balli latini e fregnacce simili che tutte le estati era costretto a sorbirsi. Tutti ‘sti bailando, mueve la colite, despaciti lo tormentavano, specie considerando che lui viveva nel regno del liscio, e non capiva la…

Ogni estate Waimer non sapeva mai cosa pensare del caldo imperante. Perchè da un lato le temperature infernali portavano la gente a chiedere continui abbeveraggi e, quindi, felice tintinnio del suo registro di cassa (quando si ricordava di fare lo scontrino, quindi davvero poche volte). Dall’altro lato, la stessa gente spesso preferiva restarsene a casa,…

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