Era già da un po’ che Waimer guardava il calendario, e si stava ponendo dubbi atroci. Perché uno dei due tifosi era in spiaggia già da un po’, anche se il tempo era di quelli che non ti permetteva di programmare più di tre giorni consecutivi senza rischiare il lunedì l’ustione e il mercoledì la…

E alla fine finiva tutto. La fine dell’estate non era solo il classico, antico, assolo di sassofono dei Righeira a proposito dell’anno che se ne andava – e lui che di diventare grande proprio non ne voleva sapere – ma anche una discreta resa dei conti. Waimer guardava il cielo, guardava il termometro, supponeva che…

Il clima si era un po’ raffreddato, come normale quando si tratta di dirittura d’arrivo, e Waimer stava iniziando a raccogliere quegli ombrelloni e quei lettini che ormai non erano più utili, visto che il pienone non ci sarebbe più stato. Le casse sorridevano, il meteoterrorismo e le bombe d’acqua della precedente stagione non erano…

La dirittura d’arrivo per la fine dell’estate era sempre una cosa che eccitava e inquietava Waimer, che sapeva come settembre fosse una specie di serbatoio che poteva dare grandi incassi con tempo clemente, o essere una clamorosa rottura di balle se

Waimer se ne stava tranquillo a riposare, perchè quel giorno i due tifosi erano andati a farsi due piadine (Piadina del Mare, lungomare di Cervia, con anche nuova opzione senza glutine: per questa pubblicità l’autore del pezzo ha avuto in omaggio due crescioni), e quindi non toccava a lui sfamarli come solito. Un po’ gli…

Waimer non era un esperto di santità e limitrofi, e quando ci si avvicinava alla “Notte di San Lorenzo” si chiedeva sempre come mai avessero già canonizzato quel tizio che cantava Fabato e Un raggio di fole. Misteri, per lui che, come detto, musicalmente non andava oltre la famiglia Casadei e, per osmosi ereditaria, Piero…

Waimer non era esattamente un esperto di musica. Si limitava, se vogliamo, a intercettare quelle poche cose che andavano di moda e, con queste, provare ad intortare elementi femminei di qualsiasi età. Quindi, l’essenziale, e non aveva certo la cultura di suo padre Jader e di suo zio Holter, che all’epoca sull’Apecar truccata prima provavano…

Come tutti i romagnoli, Waimer era convinto della superiorità mentale della sua gente. Che aveva costruito da un mucchio di sabbia e saline un divertimentificio, che aveva reso la piadina un alimento conosciuto da tutti i simpatizzanti (specie dai bibitari, perchè provateci voi a mangiare una piada senza poi dovervi aggrappare a damigiane di liquidi)….

Waimer era preoccupato, perché quell’anno non era come nelle precedenti estati. Li vedeva boccheggiare, fiacchi, annoiati, e non poteva dare la colpa né al troppo caldo, né al fatto che, nelle giornate di mercato, i bipedi femminili andavano in piazza a far muovere l’economia ma non le loro virilità. Stanchi, sui loro lettini, i due…

Waimer non capiva. L’anno prima, con il meteoterrorismo, la gente arrivava in spiaggia sperando di prendere il sole e, se andava bene, ne usciva con un po’ di caldarroste e una cioccolata con panna. Stavolta, invece, si lamentava per il caldo. Odiava la televisione, quella che lanciava proclami minacciosi quanto lapalissiani tipo se è caldo…

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