Sasha Danilovic, ora presidente della Federazione Serba, è stato intervistato da Vincenzo Di Schiavi sulla Gazzetta dello Sport.
Ecco un estratto delle sue parole sulla sfida di mercoledì tra Italia e Serbia e sull’incrocio con Ettore Messina e Roberto Brunamonti.

Sulla partita. Dura, durissima. Ci mancano sette giocatori, faticherebbe anche Golden State con tutte queste assenze figuriamoci noi. Però nessuna scusa, non ci sono alibi. Siamo abituati così”.
Serbia favorita? No, non siamo favoriti. Non ho questa percezione. Queste sono partite importanti di cui si sente il peso. Noi non abbiamo potuto mettere in campo la migliore squadra in assoluto, ma quella più competitiva in questo momento. Non mi sento davanti rispetto all’Italia, è la verità.

Sul suo nuovo ruolo di presidente federale. Faccio la mia parte, stando defilato sulle questioni tecniche e di spogliatoio. Non mi allargo su temi che non mi competono. Io ora parlo di budget: il nostro è di 2 milioni e mezzo. Petrucci mi ha detto che quello dell’Italia è di oltre 40.

Sull’Italia. Gioca bene, è organizzata, non teme nessuno. Ha uno spirito ammirevole e la fortuna di avere in panchina un grandissimo allenatore.

Su Ettore Messina. Ci siamo incrociati più volte scherzando e anche ricordando. Ettore è prima di tutto un carissimo amico e poi un grande allenatore. Gli anni passano ma è sempre lui…

Su eventuali paragoni con la Virtus del passato. No, la nostra Virtus era un’altra cosa e poi sono passati vent’anni. Altro basket, altri personaggi. Tra l’altro Ettore adesso non è più italiano ma molto americano. Scherzi a parte, resta uno che sa fare il proprio mestiere.

Su Roberto Brunamonti. Lui è e resta il capitano.

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