Ci fosse a questo punto una giustizia, per chiudere il cerchio, servirebbe un Imola-Ferrara con vittoria imolese grazie ad un cesto allo scadere, magari di testa su cross. La Fortitudo che domenica scorsa si era fatta infinocchiare all’ultimo secondo questa volta vede lo stellone accendersi dalla sua parte, con quel gol finale di Legion che ha battuto le leggi della dinamica sulle sfere andando a forzare da 8 metri, dopo aver sbagliato il tiro precedente, quando forse la logica avrebbe preferito, sulla parità, andare a prendersi qualcosa in area. Specie contro una Imola ormai sulle gambe e con arbitri che, come detto dal coach avversario, forse un po’ di condizionamento lo hanno patito. Invece si è andati di lotteria dall’arco, dopo una gara in cui al 30’ si viaggiava con 1/18 e che invece, nell’ultimo quarto, è diventato un 4/8 parziale. Compresa quella decisiva.

Da ieri sera, peraltro, è acceso il dibattito sul canestro buono o no. Si parla di cronometro, pallino acceso, stop lamp spenta e quant’altro. Girano foto, video e autorevoli pareri in un senso e nell’altro. In casi al limite come questo, come ha detto Boniciolli, introdurre l’instant replay anche in serie A2 taglierebbe la testa al toro.

Chiaro che la squadra, oggi come oggi, non sembra esattamente la fotografia di una truppa splendida e in salute: ci sono infortunati, giocatori fuori fase, Knox che non riesce ad incidere. E allora si deve andare di inerzia, di ormone, sapendo che quest’anno, comunque, questo è un argomento non certo e sicuro come lo era l’anno scorso. Forse Imola l’avrebbe meritata, vero, ma la partita ha dimostrato qualcosa: l’anno scorso c’erano terzi quarti che strozzavano le avversarie e rendevano i finali tutto sommato tranquilli. Ora, le rimonte sembrano meno sontuose, e sembrano sempre concedere, alle avversarie, uno spiraglio di sopravvivenza: quello che ha permesso a Ferrara di vincere, e quello che la stava far andando verso Est, ieri. Poi arriva Legion, e tutti i discorsi spariscono.

Ora si dovranno recuperare un po’ tutti i giocatori, cercando di trovare equilibri che sembrano ancora non vicinissimi. Il calendario non sembra dei migliori, partendo dalla trasferta a Roseto. Ma il gioco si fa duro, e lo sappiamo chi è, che in questo caso, va avanti.

Shine on you crazy diamond – Legion e il suo cesto finale. Il pubblico che non si è fatto prendere dal panico. La brigata dei gregari, che ha fatto meglio, in alcuni casi, dei titolati titolari.

Another brick in the wall – Le fin troppe sonnolenze di Knox, magari Italiano non caricato a molla come in altre occasioni. E un clima di paura collettiva che va cambiato, il prima possibile.

(foto Fabio Pozzati)

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