Leggere che tra gli effetti collaterali del bunga bunga c’è stato anche il rischio che Boniciolli finisse a spaccare pietre in un gulag siberiano – vedi finale della eccellente intervista rilasciata qualche giorno fa a Stadio – e dove poi tornare a parlare di basket non è facile. Ma questo è il nostro compito, quindi che lo si faccia. Si torna a giocare, con la Fortitudo che affronta Jesi (statistica: i marchigiani sono terzi nel computo dei tiri liberi tirati) dopo aver matato Mantova nel modo in cui sappiamo, e convinta di aver, speriamo, superato il passaggio a vuoto di dicembre. D’altra parte ora le porte sembrano più chiuse: cambiato lo straniero, spifferi non ce ne dovrebbero essere, ergo tutti sanno che si può lavorare senza dover pensare al chissà come si sarà tra un po’. Mentalmente, non deve essere una brutta cosa.

Legion, che nelle due successive al botto iniziale ha reso un po’ meno, ma che deve adattarsi ad un ambiente dove non gli vengono chiesti 20 tiri e 20 punti ma un po’ di tutto. E, accanto a lui, tutto un settore esterni che dovrà ridefinirsi: prima, con l’assenza di Ruzzier e con le difficoltà del duo Roberts-Nikolic, i minuti erano diversi e più semplici da gestire. Ora è un attimo perdere il treno, e sarà importante, per tutti, essere pronti alla bisogna, non depressi se i 25’ dovessero diventare 11’, e via di questo passo. L’equilibrio come prima cosa, in attesa del rush finale.

Jesi, quindi. A inizio stagione si puntava ad una salvezza senza dover utilizzare defibrillatori, e fin qua le cose sono andate più che bene per la truppa di coach Cagnazzo, che in questo momento sarebbe tra le otto playoffare e ha solo una vittoria in meno della Fortitudo. Merito di un rendimento esterno da non disprezzare (4-6), e peccato solo, per i marchigiani, che in casa ci siano già stati 4 volte risultati negativi. Compresa la doppia sconfitta con Fortitudo e Virtus, che hanno giocato al PalaTriccoli l’una dopo l’altra. Andamento alterno, per loro: 3 vittorie di fila all’inizio, poi una raffica di sconfitte (sei), e nuovo momento positivo: Jesi arriverà al Paladozza in serie positiva di tre, compreso il sacco del Palaverde di Treviso. Azzeccatissima la scelta degli americani: l’ala Davis tirerà un po’ tanto – una ventina di volte a gara – ma referta 24 punti a partita, quindi ha ragione lui. Poi l’espertissima guardia Bowers, quasi 19 e quasi 6 rimbalzi. Il rovescio della medaglia sono le palle perse (6.5 di coppia) per una coppia che, comunque, produce più di quanto non sprechi. Per i rimbalzi, citofonare alla coppia italiana Alessandri-Maganza.

(Foto di Fabio Pozzati)

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