Le parole degli intervenuti alla conferenza stampa Virtus dopo la retrocessione, che si è svolta in Arcoveggio. Le principali notizie di oggi sono la fine del rapporto bianconero con Giorgio Valli (mentre Sandro Crovetti ha rimesso il mandato), e il fatto che il contratto con la Unipol Arena sia scaduto, e quindi il campo di gioco per la prossima stagione non sia ancora definito.

Pietro Basciano - Qualcuno mi ha chiesto come stavo, io mi sento uno che ha preso un cazzotto sul ring, non ho ancora capito bene quello che è successo. Cerchiamo di fare un’analisi, non vogliamo cercare scuse o colpevoli. Io non leggo giornali e siti, ma mi dicono che i “bravi” hanno già trovato colpevoli e scuse.
Vogliamo fare un’analisi su una stagione che definire scellerata è poco. Ringrazio i tifosi che erano con noi anche a Cantù, perchè a fine partita non hanno reagito alle offese dei tifosi di Reggio ma hanno mostrato l’orgoglio virtussino.
Non vogliamo cercare scuse o colpevoli. Società e proprietà volevano consolidare il risultato della stagione precedente, abbiamo aumentato del 35% il budget sui giocatori, che poi in corso d’opera è arrivata al 55% per i vari Fells, Hasbrouck…
Poi c’è stata la questione Ray, che doveva essere la nostra stella e quest’anno ha giocato solo 4 partite. La fortuna non ci è stata vicina.
Poi ci sono stati errori tecnici nella composizione e correzione della squadra, e anche nella conduzione. Abbiamo vinto 1 trasferta su 15, e siamo retrocessi con 11 vittorie e a pari merito con altre tre squadre, cosa inedita. E Cantù si è salvata grazie al caso Johnson, a un cambiamento delle regole in corso, una situazione che ha portato alle dimissioni del vicepresidente federale. Ed è stata la Virtus che ha sollevato il problema, creando non poco rumore, e da lì sono partite situazioni che hanno riavvicinato la Virtus alla Federazione. Purtroppo è mancata la Lega, e non è un caso che il presidente Marino si sia dimesso.


Noi per una scelta della Fondazione - che io ritengo giusta, perchè non vogliamo panni sporchi in casa - abbiamo gli interi contratti professionistici depositati. Questo ha causato una diseguaglianza competitiva, ma la Procura Federale ha segnalato che 9 società hanno esagerato in tal senso.
La retrocessione è ugualmente colpa nostra, ma io spero solo che in futuro la federazione faccia qualcosa di diversa. E magari alcuni giornalisti questo dovevano sottolinearlo, invece che puntare il dito sulle mie 15 o 18 cariche. Non è un attacco ma è un invito a tutti quanti a guardare queste cose.
Abbiamo sempre accontentato le richieste dello staff tecnico. La proprietà ha delegato allo staff tecnico la delega sportiva, non ha fatto mai mancare nulla alle esigenze della prima squadra.

Abbiamo risolto consensualmente con Giorgio Valli il contratto, senza alcuna penale per noi. E Sandro Crovetti ha rimesso il suo mandato, anche qui senza nulla chiedere alla società.

Ai giocatori, come da contratto di Lega, saranno decurtate due mensilità.
La retrocessione però comporta anche la perdita dei premi italiani e degli under, e di tutti i premi per i risultati delle giovanili. E tutti i contratti in essere decadono, c’è una regola ben precisa della Federazione, perchè la A2 è un campionato dilettanti.

Mi rammarica leggere che ora sono tutti bravi a dare giudizi, ma fino al giorno prima non c’era nessuno. Il giorno dopo sono tutti bravi manager e allenatori e dirigenti, ma il sottoscritto ci ha messo faccia e non solo fin dall’inizio, e continua a mettercela.

Per lavoro sapete che io ho le navi, e io le navi non le abbandono.

Cosa resta della società e chi si impegna tra quelli che sono ancora sulla nave? Sul discorso staff tecnico e dirigenziale dobbiamo capire qual è la situazione chiara, l’11 c’è l’assemblea dei soci e da lì ripartiremo. Non abbiamo le idee confuse, siamo bravi a riprenderci presto. Le iscrizioni al campionato di A2 iniziano a luglio, questo a oggi è il problema minore, valuteremo con Alberto, di figure ce ne sono tante. E Crovetti ha rimesso il mandato ma non va via domattina, resterà finchè non sarà necessario.

Soci? C’è l’assemblea il giorno 11, vediamo chi sarà presente e chi vorrà starci.

Il contatto con Tacopina? Ci sono 3-4 contatti attivi, lui è uno di questi, ha chiesto un incontro e valutemo con lui se ha qualcosa di interessante. Questo vale per lui e per gli altri. E’ ancora in essere l’aumento di capitale, vediamo chi ci porterà qualcosa di concreto. Vediamo chi si vorrà unire a quelli della Fondazione che vorranno continuare il progetto.

Io ho fatto quell’intervista per mettere pressione sia a squadra e allenatore sia ai soci della Fondazione. E l’altra sera a vedere la partita qualche socio che non era venuto c’era. Qualcosa abbiamo mosso. In questi giorni ho ricevuto alcuni messaggi, qualcosa stiamo muovendo. Vedremo nei prossimi giorni chi dei 33 ci starà.

Rischi per il futuro della Virtus? No, perchè? In tre anni la Fondazione ha messo circa 7 milioni di euro, di cui buona parte per pagare quello che c’era in precedenza. Che arrivi qualcuno o no ci saremo, ci rimboccheremo le maniche tutti quanti. La Virtus è un bene della città e del territorio. Io sono l’unico non bolognese all’interno della Fondazione, ma mi sento bolognese figlio adottivo e virtussino, e credo che tanti altri a Bologna possano fare tanto per questa società.
L’iscrizione al campionato di A2 non è a rischio? Domenica sera dei tifosi mi hanno chiesto cosa avrei fatto. Basciano c’è e si rimbocca le maniche. Se qualcuno mi vuole fare compagnia ben venga, io ci sono e ci metto quel che è necessario metterci. Ognuno farà le proprietà scelte, i 33 membri della Fondazione faranno le proprie scelte, poi ne risponderanno alla città. Non mi preoccupo dell’iscrizione al campionato che è il minimo problema, mi preoccupo di dare continuità nel futuro. Evidentemente chi c’era prima di noi non ha costruito bene, altrimenti non ci troveremmo in questa situazione.
Io non sono mai scappato. Per un po’ non ho parlato perchè non avevo niente da dire, non mi sentivo di parlare. Ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto in questi giorni.

L’idea di società? La Virtus aveva presidente, GM e consigliere delegato. Mancava il direttore sportivo, e io penso che una società di basket non possa non averlo. Per una scelta fatta in tempi non sospetti, prima di me, fu presa la decisione di non metterlo. Io porterò la mia idea - col contributo di Alberto - in assemblea dei soci. Poi non decide solo Basciano.

C’è stato un momento in cui Valli è stato a un passo dall’esonero e chi avrebbe dovuto esonerarlo? Chi dice che cambiando sarebbe andata diversamente? In ogni caso non se n’è parlato ma dopo Capo D’Orlando ci poteva stare. Io sono uno, poi c’è il Consiglio di Indirizzo, ma non decide la Fondazione. Chi doveva eventualmene esonerare l’allenatore era il CDA di Virtus Pallacanestro.

Il mio amico Daniele Fornaciari mi dice che è colpa sua, io invece lo ringrazio per avermi invitato nella Fondazione, e invito tutti a ringraziarlo per tutto quello che ci mette nella Virtus, anima cuore e non solo. Credo sia quello che sta soffrendo di più.

Problemi di incompatibilità? No, su questa cosa ci hanno scritto romanzi sui siti, ringrazio i siti e soprattutto Bolognabasket a cui ho dato lavoro. Il presidente della Fondazione non è tesserato Virtus, quindi non ci sono problemi. Ma l’importante non è essere presidente o mettere bandierine. Ma che io sia presidente o magazziniere non conta niente, l’importante è fare il possibile per questa società.

Come si può entrare in società oggi? E’ pubblico, basta fare l’aumento di capitale. Oppure si può entrare in Fondazione. Chi ha voglia e passione può entrare in tanti modi.

La Virtus ha un prezzo? Io sono entrato come socio fondatore la mattina, e il pomeriggio mi hanno chiesto un’altra cifra da dare. Non esiste un prezzo, ma solo la voglia di fare e di dare un contributo.

Le prime preoccupazioni e le scadenze? La priorità è quella di dare continuità alla società, il giorno 11 l’ordine del giorno sarà quello dello stato della società. Valuteremo tutto quanto e come muoverci. Dovremo creare uno staff e un team che si occupi dei passaggi istituzionali, iscrizioni e così via.

Ipotesi di ripescaggio? Valuteremo, se al 15-18 luglio ci verrà notificato un ripescaggio la Fondazione o chi comanderà allora farà le sue valutazioni, e decideremo tutti quanti assieme. Nel caso i tempi per decidere saranno molto stretti, avremo 10-15 giorni per rispondere.

Mettere in condizioni la Virtus di essere venduta? Nel basket italiano ci sono tre tipi di proprietari: consorzi, fondazione e unico proprietario. A parte 3-4 unici proprietari in serie A ci sono solo consorzi e fondazione. Io lo vivo con Trapani, un unico proprietario ha più reattività, ma i consorzi funzionano. Credo che funzioni anche la Fondazione, magari dobbiamo darci regole diverse. E comunque c’è l’aumento di capitale, se uno lo sottoscrive prende la maggioranza, e la Fondazione resta in minoranza.

Le Coop cosa faranno? Io posso rispondere di Basciano, e dico che Basciano c’è. Sulle Coop e altri soci non posso rispondere.

La scelta di Bucci è stato un parafulmine? Quando gli abbiamo dato l’incarico non gli abbiamo detto che avrebbe fatto solo il presidente di immagine. Lui è un mito della pallacanestro italiano, non sarebbe stato corretto verso di lui. E’ stato scelto per la sua storia, per le sue capacità e il suo modo di motivare, e per le sue conoscenze di questo mondo.

Il campo da gioco? Il contratto con la Unipol Arena è scaduto, valuteremo cosa fare. Ma è una decisione che non prenderà la Fondazione, ma il CDA di Virtus Pallacanestro. Non dipenderà da un eventuale ripescaggio.

Alberto Bucci - Vivere questa esperienza è duro e difficile. Facciamo le analisi, ognuno si prende le proprie colpe, ma ora bisogna guardare avanti. Dobbiamo avere la voglia e la forza di pensare al domani. La società sta cercando persone che entrino nella società e diano un contributo. Il mio pensiero è lì.
Questa è la Virtus e vuole andare avanti con una rivincita, ovviamente in base alle risorse che troveremo. Adesso la cosa più importante è cercare persone che possano entrare e dare un contributo, il resto verrà di conseguenza.
Non mi sento di dare la colpa a questo o quello, anch’io potevo fare di più o qualcosa di diverso come tutti gli altri. Dare colpe non serve a niente, io rimango sulla barca e voglio che tutte le persone che possono dare un contributo ci siano. Il tempo è veloce a passare, ora dobbiamo solo trovare investitori. E non è facile nel basket, gli investitori non vengono facilmente, il rapporto spettatori col calcio è 1:100. Il campionato di basket non ha questo grande riscontro. Se la pallacanestro è solo una-due squadre non c’è appeal, qui c'è stata Siena che ha vinto 7 scudetti di fila. Porelli mi disse che sperava che io vincessi una volta ogni quattro anno, perchè se vince sempre la stessa squadra il basket va male.
Quando hai molti soldi è facile nascondere gli errori, quando ne hai pochi hai meno margini. Ma l’errore fa parte della vita, quando non sbagliamo vogliamo dire che siamo morti.


Non sono mai intervenuto con Giorgio, per la mia stima verso di lui. L’avrei messo in difficoltà. 
In Virtus c’è un settore giovanile di altissimo livello, credo che la Virtus debba prendere giocatori validi che possano prometterci un risultato. Senza promettere grandi risultati, ma tornare a prendere giocatori che possano creare un senso appartenenza nella gente, come Brunamonti e Binelli che hanno giocato qui più di 10 anni.
Ci sono giocatori da nazionali giovanili e italiani che mi piacciono, vorrei provare a trattenere Mazzola, Vitali e Fontecchio, anche se ora sono liberi. Fontecchio è stato criticato, ma ha 20 anni e per me è un giocatore fantastico. Deve avere la possibilità di sbagliare. E gli americani prenderli nei ruoli dove siamo scoperti. Facendo un progetto di tre anni cercando di mantenere la categoria, se sei in A1 restiamo in A1, in A2 restando in A2 e cercando di crescere anno dopo anno e giocarsela nei playoff.
Non bisogna dire bugie alla gente, ma la verità. Che in tre anni vogliamo avere una squadra che sia protagonista del campionato che sarà. Porelli mi diceva che bisogna sempre arrivare nelle prime quattro, e poi prima o poi vinci. Ma se non ci sei non vinci per sorteggio.

Fare l’Aza Nikolic della situazione? Adesso si fa fatica, perchè dovrei impormi io, e si fa fatica. Se dico qualcosa all’allenatore che ho si sente offeso. Qualche anno fa avrei voluto fare l’assistente allenatore, ma nessuno mi ha voluto perchè temevano gli portassi via il posto, nonostante io con la chemioterapia non possa più allenare.
Se trovo un allenatore che mi chiede un parere sono contento, ma qui nessun allenatore giovane mi chiede niente. Un grande dirigente sarà vecchio, ma è una cassaforte che ogni tanto apri e trovi qualcosa che ti può dare un aiuto. Non dico di dire cose intelligenti, dico quello che penso. E finchè ci sono, finchè sarò vivo io darò il mio contributo qui.

Il contatto con Tacopina? Attraverso un amico comune, è stato molto gentile. Vuole vedere tutto, lo incontriamo nei prossimi giorni, speriamo che vada tutto a buon fine. Lui ha detto che si può fare, ma tra poter fare e fare c'è differenza.

Il derby? Ne ho vissuti tanti, la maggioranza dei fortitudini che conosco fanno la battuta, poi mi abbracciano e dicono che gli dispiace per noi. Lo sfottò è bello, poi ci sono poche cose cattive, ma non gli darei importanza. Dovremmo cambiare tutti e tifare per noi e non contro gli altri.

CAZZOLA: FALSE LE VOCI SU UN MIO RIENTRO. MA E' INCONCEPIBILE CHE NON SI TROVI UN IMPRENDITORE O UN PICCOLO GRUPPO CHE RILEVI LA VIRTUS
PESARO - FORTITUDO SUPERCOPPA 2001, PAGELLE E STATISTICHE