Davide Lamma è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole.

Qui mi trovo molto bene, sono in una struttura ottima, con una squadra molto giovane con cui si lavora molto bene e tutti sono disponibili. E’ quello che volevo, con uno staff preparato che mi ha aiutato molto e soprattutto posso contare su Alberto Serravalli che, pur avendo 10 anni meno di me, è un vero senior assistant e, quindi, colma alcune mie lacune vere di esperienza. Sono entusiasta di alcune cose che trovo sul campo e che chiaramente mi mancavano come la tattica o avere la palla in mano e parlare di pallacanestro o la tensione delle partite. E’ faticoso in maniera diversa rispetto al lavoro di dirigente, però nel mio caso è appagante.

Sulla mancanza della Fortitudo. Fa parte della mia vita e mi manca come uno sente la nostalgia di casa quando va via. Ho fatto una carriera in cui sono andato via due volte e ormai ho imparato come si sta lontano da Bologna e ho anche capito quanto sia particolare e unico il mondo della Fortitudo.

Il campionato di serie A2. Molto semplice, Trieste, la Effe e Treviso sono chiaramente le pretendenti alla finale, poi mi sembra che Udine abbia fatto un mercato importante, ma in generale sono parecchie le squadre che almeno nella prima parte della stagione possono viaggiare sulla scia del terzetto che ho indicato. Sono tre formazioni da battere con la Fortitudo che ha allestito un roster molto importante.

L’esperienza come Direttore Sportivo. Il primo anno arrivare in finale da neopromossa è stato un grandissimo risultato, forse ci è mancato un pizzico di esperienza nella passata stagione, ma sarebbe ingiusto dire che ci è mancato qualcosa. In questo arco di tempo è stato fatto un grandissimo lavoro e non penso che ci sia mancato qualcosa, ma nel complesso sono state fatte grandi cose.

Sull’occasione avuta a Mantova. Ho avuto questa occasione e sono stato davvero lusingato della fiducia che questa società mi ha dato. E’ un club che mi conosce bene e che io conosco bene avendo giocato qui e ho pensato che partire da una piazza importante e da una squadra di serie A2 fosse una occasione irripetibile. Penso che per me sia la scelta giusta. A me piacciono molto le sfide, anche da giocatore non mi sono mai preoccupato di chi mi diceva di guardare verso il basso, ma ho sempre cercato di provare ad andare in alto. Non mi è piaciuto puntare sul sicuro.

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