Stefano Mancinelli, che si è procurato un taglio alla mano sinistra durante la partita vinta contro Jesi, è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole.

Sulle due vittorie nonostante le assenze per infortuni e squalifiche. Tutto è arrivato grazie alla nostra esperienza. Noi siamo un po’ indietro rispetto a quella che dovrebbe essere una normale tabella di marcia. La partita di domenica l’abbiamo vinta col talento dei singoli, quella di Udine più col gioco di squadra, ma eravamo contati. La nostra non è stata una preparazione perfetta, ma la squadra è stata costruita proprio con l’idea che possa superare qualsiasi difficoltà. Siamo tutti contenti per queste due vittorie, ma dobbiamo lavorare ancora molto perchè abbiamo un potenziale notevole che dobbiamo sfruttare pienamente, soprattutto ora che rientrerà Amici.

Sull’esperienza di essere capitano di un gruppo navigato. E’ molto bella perchè le cose sono un po’ diverse dall’anno scorso. C’erano dei ragazzi giovani che erano super, ma allo stesso tempo dovevi dar loro molti consigli, mentre quest’anno l’intesa è immediata, bastano due parole per capirsi. Lo stesso allenatore considera certe alcune cose che nella passata stagione doveva spiegare.

I valori del campionato. Anche quest’anno il girone Est è più forte dell’Ovest. Treviso e Trieste sono squadre costruite per vincere come lo siamo noi, per cui dovremo giocarcela con loro. Mantova e anche Udine, sebbene non sia partita bene, sono due formazioni che in casa si faranno rispettare.

Sull’aspettarsi così tanta gente a Rimini. Non mi aspettavo 5000 persone ma 4000 sì. Questa è la forza della Fortitudo: c’è sempre qualcosa che ti sorprende e succede sempre qualcosa di incredibile.

La partita di sabato a Ferrara. Una partita molto importante: saranno arrabbiati per la sconfitta di Imola, l’allenatore per tutta la settimana li avrà tenuti sulla corda e saranno anche molto carichi, come sempre quando arriva la Fortitudo. Nel palazzo ci sarà una bolgia creata sia dai nostri tifosi che dai loro, noi dovremo giocarla di squadra perchè non si vince sempre con il talento.

Sul fatto di essere stati rimproverati per i troppi selfie alla messa del Papa. In realtà la gente ci chiedeva di fare i selfie. Vedere Papa Francesco da così vicino è stata una emozione unica, anche se non siamo rimasti fino alla fine, pioveva e non potevamo bagnarci per non ammalarci.

(foto Fabio Pozzati – Fortitudo Pallacanestro)

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