Stefano Michelini è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole:

La Virtus dovrà fare i conti con un campionato molto duro. C'è Venezia, che all'entusiasmo di aver vinto lo scudetto unisce una proprietà robusta, c'è Milano che oltre a essere l'eterna favorita è stata scottata dalla passata stagione e per questo motivo sarà avvelenata e poi arriviamo a Torino, dove la Fiat sta spingendo per un campionato di alto livello con Luca Banchi, l'ultimo coach che ha vinto lo scudetto con l'Armani. Dopo le grandi città non si possono non citare Trento, il club più lungimirante all'interno del panorama italiano, Sassari, la società più creativa con l'interessante progetto di portare una squadra di serie A2 a Cagliari come cantera spagnola» per i suoi giovani, e Avellino che anche quest'anno vorrà fare bene. Mettiamoci qualche sorpresa come può essere Pistoia, abbiamo già occupato 7 degli 8 posti a disposizione per i playoff, ecco perché dico che quest'anno sarà molto dura per la neopromossa Virtus.

Sul fatto che la Virtus comunque qualche proclama l'abbia fatto. Bucci che rappresenta le diverse anime della società è come Cortes con la regina Isabella: bruciò le navi per non tornare indietro e in questo modo le milizie furono costrette a conquistare il nuovo impero non avendo l'alternativa di imbarcarsi per rientrare a casa.

Il ruolo di Ramagli. La promozione è il frutto di una crescita costante e continua e i giocatori che sono rimasti sono uno zoccolo duro eccezionale . Secondo me Ramagli non ha avuto dalla città di Bologna il giusto riconoscimento per quello che ha fatto e questo perché il suo silenzio e la sua discrezione sono considerati una debolezza. La realtà è che ha dimostrato con i fatti quello che è capace di fare e questo è tipico dei grandi allenatori. Ci sono stati degli innesti importanti, ma credo se il tecnico non rimane al centro del progetto allora per la Virtus sarà difficile arrivare ai playoff. La sua presenza è fondamentale.

Sul senso di un campionato italiano con pochi italiani. Non pochi, ma pochissimi. Io in questo non ci vedo nulla di male anche perché consente alla A2 di spingere da dietro diventando uno stimolo per la serie A. I tempi sono cambiati e non rendersi conto che il passato non tornerà più significa fossilizzarsi, questo dovrebbero capirlo soprattutto i tanti che pontificano sui social network e che perdono il loro tempo anziché fare qualcosa per la pallacanestro italiana rispettando le regole. La Rai per tre anni trasmetterà le partite della serie A e questo è importante perché se le pay tv sono bravissime nel loro mestiere, la tv generalista è fondamentale quando c'è la necessità di diffondere uno sport.

RADUNO VIRTUS, SI PARTE GIOVEDI' ALLE 18 PER IL PRIMO ALLENAMENTO
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91