Matteo Montano, uno dei protagonisti di gara1 e gara2 a Treviso, è stato intervistato da Luca Bortolotti su Repubblica.
Ecco un estratto delle sue parole.

Sul fatto che in gara2 i tiri siano tornati a entrare. Ma io sono sempre stato tranquillo anche se negli ultimi mesi rispetto a inizio stagione mi prendevo meno tiri, dando una mano in difesa nel momento in cui era quella la cosa più utile per la squadra. Certo, io sono un attaccante e mi piace fare canestro, ma se mi si chiede un sacrificio lo faccio. Ultimamente è capitato spesso che in attacco non si venisse da me per il tiro, mercoledì invece è successo ed è andata bene.

Sulla giocata difensiva che ha deciso gara1. Quella è una mia soddisfazione personale. Spesso sono stato etichettato come uno poco fisico, che non sa difendere su un certo tipo di avversari, il coach mi ha spronato a lungo su questo e ci ho lavorato a lungo. A Boniciolli ho assicurato che posso marcare tutti, e questa difesa in gara1 mi ha fatto felice, dimostrando che effettivamente posso fare il mio contributo in questo. E anche lui è stato contento che la difesa decisiva sia arrivata da me.

Su come ha vissuto le settimane di alti e bassi. Serenamente, anche se non nascondo che è stato difficile per un attaccante come me, che ama prendersi responsabilità, cambiare ruolo ed essere spesso quello da usare in caso di necessità. E lo è ancora perchè una partita non cambia tutto. Ma non ho mai mollato anche quando c’erano delusioni, andando in palestra fuori dagli allenamenti, assieme a Raucci, un altro che tornerà protagonista quando servirà. Lavoro e pazienza alla lunga pagano.

(foto di Fabio Pozzati)

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