Klaudio Ndoja è stato intervistato da Luca Aquino sul Corriere di Bologna.
Ecco un estratto delle parole dell’ala albanese, che dovrebbe tornare per la Coppa Italia.

28 settembre… Il giorno del mio infortunio, purtroppo il più brutto che abbia mai patito.
Se mi avessero detto che dopo quattro mesi e mezzo sarei stati ancora fuori ci avrei creduto? Sarei stato sicuramente più sereno che non provare e riprovare ogni mese a rientrare per poi avere di nuovo male e fermarmi senza sapere quello che avevo. C’è stato un periodo nel quale non riuscivamo a capire la causa di questo dolore e quindi a individuare quale percorso intraprendere. Ho fatto di tutto e nulla funzionava, è stato molto difficile a livello mentale.

La fine del tunnel sembra vicina? Sono clinicamente guarito, stando a quello che mi dicono i medici. Devo solo riprendere la muscolatura delle gambe e la condizione fisica, ma fastidio alla caviglia non ne ho. Devo rinforzare la gamba che risente della lunga inattività, ho iniziato a correre e a lavorare con la palla. Tutto sta andando secondo i piani.

Quando in campo? Un’ipotesi verosimile è la Coppa Italia, se tutto procede come nell’ultimo mese il 3 marzo potrei esserci.

Il presidente dice che sarò l’acquisto per i playoff, nella mia testa e nel mio cuore l’idea è tornare a giocare a basket e sorridere, dando una mano a un gruppo che mi ha fatto sentire parte della squadra come se scendessi in campo con loro. E’ stato il momento più difficile della mia carriera, un periodo complicato mentalmente, senza sapere quando sarei potuto rientrare o se avrei perso tutta la stagione. Voglio solo stare bene e spero di essermi lasciato tutto alle spalle per potere fare quello che so fare e quello che sono pagato per fare.

Ho fatto sentire la vicinanza ai miei compagni da vero leader? In questo gruppo di leader ce ne sono diversi e in questi mesi anche io ho imparato molto. Gli alti e bassi ci stanno, ero felicissimo per le 11 vittorie di fila, ma anche il periodo negativo mi ha mostrato che questo è un gruppo vero capace di reagire ai momenti difficili. Il modo in cui è stata affrontata la partita di Treviso è significativo, l’atteggiamento è stato molto positivo.

Il periodo negativo può essere spiegato con la mia assenza e quella di Lawson? La verità sta nel mezzo, sarebbe facile dire che siamo senza due giocatori da quintetto e non siamo mai stati completi da inizio anno. Lawson è la nostra punta di diamante, senza di lui in attacco si inceppa qualcosa nei meccanismi. Però questa squadra è in grado di tornare a fare le cose di prima nonostante gli infortuni e i problemi di questo periodo.

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