Il coach della Virtus Alessandro Ramagli ha presentato la partita di domani contro Recanati.

E’ una squadra molto diversa dal girone di andata, hanno perso Reynolds – andato a Reggio Emilia – e hanno fatto un cambiamento di rotta significativo. Hanno preso un esterno con energia, Erik Rush, e hanno ridisegnato il parco dei lunghi prendendo Infante da Forlì. E’ una squadra con una spina dorsale molto diversa, ci sono giocatori più tecnici e meno fisici sotto canestro, e l’energia la trovano nell’ala piccola, Rush. E’ una squadra che in questo momento è all’inferno – in termini sportivi – avendo perso la partita casalinga contro Forlì. Devono provare a risalire le pareti dell’inferno, con tutte le armi a disposizione. Domani non avranno niente da perdere e insieme dovranno spremere tutte le energie fisiche e mentali rimaste. Quando si lotta per la sopravvivenza si trovano energie extra. Noi dovremo competere dal punto di vista fisico ma soprattutto dell’umiltà, perchè se solo pensi di poter essere un pochino meno umile o di risparmiare energia ti trovi di fronte a una partita molto difficile. Io queste squadre le ho allenate molte volte, e capita di trovare energie che non pensavi di avere, e di portare a casa partite sulla carta impossibile.

Ti aspetti una partita di rabbia dopo Verona? Ho letto e sentito dei giudizi un po’ così, come se noi avessimo regalato la partita contro una squadretta. In realtà abbiamo giocato contro una signora squadra, davvero forte, e vedrete quanta strada farà. Mi sono sembrati giudizi ingenerosi, ma non verso di noi, ma verso una squadra forte. E’ vero che eravamo avanti di 17, ma da 17 a 14 ci siamo arrivati in quattro secondi, bomba di Portannese. Non è come essere 4-0 nel calcio. Essere avanti di 17 a metà secondo quarto non è niente. Secondo me domani più che la rabbia ci sarà voglia di tornare alla vittoria e di rimpinguare la classifica giocando in casa. Andare a Verona e vincere facile… non mi sembra l’abbia fatto nessuno, come nessuno l’ha fatto a Trieste o a Bologna Virtus. Quando giochi contro squadre che ti equivalgono non è facile. Voglio dare il giusto valore a tutte le cose che accadono. Abbiamo perso contro una squadra forte che ha battuto tutte sul suo campo, tranne Roseto alla prima giornata di campionato. Non proprio una passeggiata di salute. La cosa che ci deve spingere è proseguire su un percorso che va avanti ormai da sette mesi. Per vincere la partita di domani il primo requisito sarà quello dell’umiltà. Altrimenti ci saranno brutte sorprese.
Ho visto segnali in merito? No. Non vedo che la mia squadra non è umile, anzi. Lo richiamo – come l’ho richiamato prima di Chieti – perchè è il requisito principale quando devi giocare contro squadre che stanno sul fondo della classifica. L’aspetto motivazionale e la testa contano spesso più della forza delle mani.

Fisicamente come state? La prima cosa che dico è che io non “gestisco” nessuno. Se un giocatore sta fermo vuol dire che non sta bene e non è in grado di allenarsi. Domani saranno tutti disponibili nella misura in cui io renderò opportuno renderli disponibili.
Fare proiezioni di minutaggio in base all’avversario? Non sono d’accordo. Gli avversari sono tutti da rispettare e da battere, e sono tutti pronti a non farci alcun tipo di sconto. E noi non dobbiamo fare sconti a loro. Poi le modalità le deciderò io. Però se un giocatore gioca meno non è che gioca meno perchè lo sto gestendo, ma gioca meno perchè lo decido io, perchè ci sono componenti di vario tipo, magari di natura fisica, oppure scelte tecniche. Oppure motivazioni legate alla partita stessa, che cambiano le rotazioni. Poi la partita di Verona è destabilizzante per la lettura dei minutaggi, perchè è durata 10 minuti in più.

Un obiettivo da raggiungere in queste ultime sei giornate? Si dice sempre, non conta la posizione ma conta stare bene. Non c’è una verità più vera di questa. Dal primo maggio devi prepararti a giocare il numero di partite più alto possibile in un periodo ristretto. E’ chiaro che tutti vogliono arrivare primi, tutti vogliono arrivare nelle prime quattro, e tutti vogliono arrivare ai playoff, possibilmente stando bene. Ma la verità è che l’unica cosa che conta è stare bene. Il mio obiettivo più ossessivo è stare bene. Vorrei che il primo maggio noi fossimo nelle migliori condizioni fisiche, psichiche, tecniche e tattiche. Se tutto questo dovesse essere a discapito di una posizione in griglia playoff, ben venga.
A che punto siamo in questo momento? Non lo so. Non ho la telemetria, però la palestra mi aiuta molto. E questa è stata una bella settimana, anche se per tre giorni non abbiamo avuto Rosselli, Umeh e Michelori la squadra si è allenata come si deve allenare e io mi sono divertito. Questo mi fa capire che stai percorrendo la squadra giusta. Le settimane che ci separano da oggi ai playoff non devono essere la ricerca ossessiva di un posizionamento, ma la ricerca ossessiva del meglio di noi stessi, e possiamo cercarlo solo facendo quello che abbiamo fatto questa settimana. Dobbiamo arrivare al venerdì stanchi, e se è penalizzante per la partita di domenica non mi interessa. Abbiamo le risorse per essere competitivi la domenica allenandoci come ci siamo allenati questa settimana.

Si gioca domani alle 18, con diretta TRC e Radio Bologna Uno.

Il video, grazie a Sportpress

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