Al termine di 40’ condotti dal primo all’ultimo minuto, la Virtus fa propria una determinante gara3 in un palasport bollente, lo fa andando da un +18 ad un +2 ma senza cadere in angosce pericolose. Nel momento del bisogno si affida a Gentile che guida in maniera impeccabile, sgancia pugni pesanti con Ndoja e nonostante qualche dormita difensiva pesca un Lawson dilemma di lettura difficile per i lunghi rosetani. Spedisce al mittente i missili a cui la Visit si aggrappa, trovando la maniera di chiudere quei penetra e scarica che avevano illuso per una rimonta rivelatasi impossibile per quasi 35’. Una partita a lungo giocata a farne uno di più, ma come insegna la storia dei playoff son state le chiusure difensive nei momenti decisivi a indirizzare la partita.

Soliti rodati quintetti in avvio, difese iniziali a uomo e bomba di Ndoja ad inaugurare il referto. Le bombe aprono il divario e la fuga bianconera disegna una partita che vede un’intensità difensiva forte fin dai primi minuti. La sospensione di Di Paolantonio carica i suoi che spinti da Smith ricuciono, le triple sono ancora ossigeno virtussino ed il pallino rimane bolognese. Un lay up di Lawson firma il +9 alla prima pausa, Virtus subito intensa e concentrata, con giusto qualche disattenzione nel pitturato ma brillante sulle linee di passaggio dove inietta dubbi sulla costruzione di gioco avversaria, le bombe poi rendono tutto più fluido.

Al rientro si va da Lawson al ferro e son punti preziosi, dietro la difesa morde ancora e Spizzichini diventa l’ombra di Smith, il divario sale a +18 col contributo pure di Bruttini. 3 bombe a fila, pure fortunose, nate da fatiche di un Umeh di nuovo fuorifase portano speranza ai padroni di casa, ed arriva la prima sospensione di Ramagli. Proprio il nigeriano firma la bomba che scaccia la paura a divario dimezzato, non è ancora la cura giusta e la Visit sempre e solo dall’arco tiene le unghie sulla partita. Chiuso meglio il perimetro si respira di nuovo, il +13 non garantisce nulla ma è frutto di una reazione in una metà partita che avrebbe sì potuto garantire più vantaggio ma lascia comunque indicazioni positive.

Si costruisce poco e male alla ripresa con troppa indolenza, Roseto porta la partita sui suoi ritmi e il riavvicinamento arriva al -5 con Amoroso davanti e Casagrande dietro a far la voce grossa. La sospensione di Ramagli dona urla e carica, la reazione c’è ed il +10 è manna buona, le bombe però tengono gli abruzzesi a contatto. Si gioca sui nervi, la Virtus tiene guidata da Gentile ma viene bevuta sulla sirena da Sherrod per un +5 non così rassicurante. I tanti falli hanno dato fiato a Roseto che dai liberi ha fatto bottino, senza bombe la Segafredo paga dazio.

Roseto si mangia il bonus in 80″ ma il punteggio non si muove, per farlo si rivà di triple, la doppia di Mei porta la differenza su singolo possesso e Ramagli richiama i suoi ed in quel frangente con una bottiglietta che cade sulla panchina virtussina gli arbitri sospendono la partita. Dopo 5’ si riparte ed il canovaccio non varia, quando la Virtus toglie il penetra e scarica andando al ferro prova lo sprint finale partendo dal +8. Nella confusione emerge Rosselli che garantisce quel minimo vantaggio di sicurezza che a 90” dice ancora +7, il 2+1 di Lawson fa scendere il sipario anticipatamente, da lì son viaggi in lunetta che non cambiano il risultato finale. La grande paura è scacciata, ora ci saranno 2 opportunità per chiudere la serie.

(foto Pierfrancesco Accardo)

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