Marco Spissu è stato intervistato da Marco Francia su Stadio.
Ecco le sue parole:

Il peggio è passato. Sto molto meglio, da questa settimana sono tornato ad allenarmi a pieno ritmo e, nonostante qualche piccolo fastidio si feccia ancora sentire, non ci penso più.

Il suo infortunio, come quelli di Lawson, Spizzichini e Rosselli, è arrivato nel momento migliore della squadra. «Gli infortuni sono tutti arrivati nello stesso momento, proprio quando la squadra stava andando benissimo. Ora stiamo lentamente tornando in carteggiata, non pensiamo ad altro che a vincere la partita di domenica».

Anche senza Lawson «Non possiamo piangerci addosso perché lui non c’è. Una delle nostre qualità è il gioco di squadra, già dalla partita contro Udine dobbiamo riuscire a sfruttarla al massimo».

Oltre a questo, dovrete riuscire a mettere in partita, come stame facendo questa settimana in allenamento, quell’energia che forse è mancata nelle ultime settimane. «Sì, assolutamente. Negli ultimi allenamenti abbiamo alzato l’intensità, quella che ci è mancata nelle ultime settimane e quella che ci servirà domenica. Forse ultimamente eravamo un po’ stanchi, ma non possiamo permetterci di abbassare l’intensità nemmeno un minuto, altrimenti i nostri avversari ti devastano. Siamo la Virtus, dobbiamo giocare sempre per quaranta minuti. I primi venti minuti contro Ferrara, per esempio, sono stati di buio pesto, non ci riconoscevamo neanche noi. Contro Treviso, invece, abbiamo fatto grandi cose in difesa, un po’ meno in attacco, ma si è rivista, almeno in parte, la Virtus della prima parte di stagione. Vogliamo proseguire sulla stessa strada anche domenica».

Quello che vi attende è un periodo esigente, con tre partite in sette giorni la prossima settimana e poi la Coppa Italia. «Il nostro obiettivo, è normale, è quello di vincere il più possibile, ma per il resto della stagione sarà pure importante recuperare la forma fisica di tutti».

Dove può arrivare questa squadra? «Spero di poter rispondere a questa domanda tra un mesetto quando avremo superato questa serie di impegni ravvicinati e quando finalmente saremo tutti alla massima efficienza. Prima di tutto gli infortunati, come Ndoja e Lawson, ma anche Bruttini, che è con noi da poco».

A proposito, il suo infortunio le ha impedito di conoscerlo sul campo. «Davide è giocatore di intensità, sapevamo dall’inizio che sarebbe stato utile in difesa e a rimbalzo, non a prendere la palla e a fare 40 punti. Lo stiamo aiutando perché si inserisca al meglio».

Parliamo un po’ più di lei. Da una decina di giorni ha compiuto 22 anni, è ancora un ragazzo, ma sembra uno dei veterani del gruppo. Le pesa? No, tutt’altro. Mi piace aiutare i nostri ragazzi a crescere, quando mi capita di dare loro qualche consiglio lo faccio più che volentieri».

E lei? In cosa si aiuterebbe per migliorare? «In tutto! Devo crescere tanto dal punto dì vista fisico. Nella velocità di esecuzione, nelle letture, in difesa. Qualche punto forte ce l’ho anch’io, ci mancherebbe. Il tiro e la testa, per esempio».

La dirigenza ha portato di un piano triennale per riconquistare la A1. Lei, tra tre anni, dove si vede? «Non lo so, vedremo come andranno le cose. Posso solo dire che qui non mi trovo non bene, ma strabene».

Anche per la città? Bologna mi piace tantissimo. Si vive benissimo, il centro poi è favoloso. Ogni tanto, quando ho un po’ di tempo libero, vado a farmi una passeggiata. Esco più spesso con Spizzichini, ma ultimamente anche con Kenny. Non mi trovo bene solo con loro: il nostro è un gruppo fantastico, non potevo davvero chiedere di meglio. Tutte le persone che ho intorno a me sono davvero eccezionali.

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