Gabriele Spizzichini è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Io non scommetterei sul fatto che siamo la formazione più in forma, perché nell’ultimo periodo non ci siamo allenati con la frequenza che avremmo voluto e allo stesso tempo dobbiamo fare i conti con l’assenza di Klaudio Ndoja, un giocatore molto importante, per non dire è uno dei leader. Siamo una squadra unita, altrimenti non avremmo vinto a Roseto, nel derby e a Piacenza.

Nelle ultime due gare lei è risultato tra i protagonisti. Prima non c’era spazio, oppure sta crescendo? Forse prima non si vedeva e magari non si vedrà neppure domenica con Imola. Non gioco per le statistiche, ma devo dare un contributo alla squadra, cercando di essere sempre utile.

Ad agosto si era presentato come play, ma da regista non gioca quasi mai. Qual è il suo ruolo? Nella passata stagione ho giocato prevalentemente play, ma venendo qui sapevo che le cose sarebbero un po’ cambiate perché nei progetti c’era quello di dare uno spazio a Lorenzo Penna. Allo stesso tempo mi era stato detto che sarei stato valorizzato e sapevo di parlare con persone che mantengono quello che dicono, per cui cerco di dare il meglio in quello che Ramagli mi chiede.

Si dice che essendo l’unico giocatore di «mezza età» Spizzichini sia un punto di contatto tra giovani e vecchi. E’ così? Sì. I ragazzi non hanno l’esperienza per capire subito se c’è qualcosa che non funziona e allo stesso tempo chi gioca da tanti anni viene vissuto come un compagno distante dai giovani. Basta una parola o un gesto per ricordare che stiamo giocando a pallacanestro e abbiamo la fortuna di fare un lavoro bello e che può essere divertente.

Nessuno si aspettava una Virtus così brillante. Ci spiega il vostro segreto? Avere persone di un alto valore morale. Michelori nel finale del derby ha detto a tutti che quella era una partita che si vinceva con il cuore e non con la tecnica, Klaudio si è reso disponibile nonostante il dolore alla caviglia, tutti hanno cercato di giocare per la squadra. Una rotazione in più, una difesa in più, la voglia di sacrificarsi perché la squadra arrivi al traguardo per cui è stata costruita.

Bucci ha detto che siete tra le formazioni che lotteranno per la serie A. Cosa ne pensa? Non ho la sua esperienza, perché non ho mai giocato in una squadra che ha ottenuto 10 vittorie consecutive. Quello che dico è che è bene non guardare troppo avanti perché si corre il rischio di non vedere dove si mettono i piedi e pestare una… Anzi, scivolare su una buccia di banana per non essere volgari. Quello che dobbiamo fare è pensare a domenica, senza andare oltre.

Quindi la vostra finale è la gara con Imola. Esatto. Contrariamente a quello che si può pensare sarà una gara difficile per noi e spero che ci sia un calore simile a quello del derby perché ne abbiamo bisogno.

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