Passo avanti della proprietà (nella persona di Luca Baraldi) – che sarà più vicina alla squadra – e fiducia ad Alessandro Ramagli, con contemporanea strigliata ai giocatori, a cui è richiesto di essere professionisti anche nella vita privata. E’ questa la sintesi della conferenza stampa della proprietà Virtus, che si è tenuta all’Arcoveggio.
Nel pomeriggio Baraldi, assieme al presidente Bucci e al GM Trovato, incontrerà la squadra.

“Il segreto per andare avanti in una società è essere uniti, e per questo oggi parlerà la proprietà di Virtus Pallacanestro”: così, introdotta dall’addetto stampa Marco Tarozzi, c’è stata la conferenza stampa Virtus.

Parola a Luca Baraldi, rappresentante di Segafredo: “Abbiamo responsabilità davanti ai tifosi, e abbiamo iniziato la stagione cercando di impostarla sulla storia, quella che ha riportato la Virtus al proprio posto. In A1 si può vincere o perdere, ma serve anche portare avanti dei valori. Non siamo cambiati noi, ma è cambiata la tipologia di giocatori: in A2 eravamo una famiglia, ora ci sono giocatori ancora più professionisti rispetto al basket, mettendo insieme una squadra di grandi individualità, e forse serve un mea culpa. Abbiamo scritto Segafredo sulle maglie, utilizziamo il basket per portare avanti la nostra immagine nel mondo, e i modi sono fondamentali. Noi abbiamo finanziato la società, ma non ce ne siamo occupati a tempo pieno. Quindi non mettiamo assolutamente in discussione il presidente Bucci, abbiamo un allenatore che non può essere diventato brocco dopo tre mesi e abbiamo Julio Trovato. Gli azionisti di solito fanno il loro dovere quando mettono i soldi, ma anche quando capiscono che lo stanno facendo bene. Abbiamo allora deciso, in accordo con Albertini e Fornaciari, di sintetizzare il presidio nella proprietà in una persona: non avevamo sostituito Loredano Vecchi, ma serve un qualcuno in un ruolo di rappresentanza senza che ad esporsi sia l’allenatore ma la proprietà. Nelle ultime partite la squadra ha trovato meno motivazioni, domenica abbiamo incontrato una squadra che non riceve stipendi da mesi ma che sembrava fatta di diavoli assatanati. Noi siamo pronti a pagare puntuali gli stipendi, ma siamo gente seria: io rappresento un imprenditore serio ed etico, ha salvato il Bologna Calcio mettendo soldi e poi andando via dopo 20 giorni. Ne siamo uscito, dal calcio, pensando di trovare nel basket valori importanti, e nella Virtus devono esistere. Quindi, sulla mia persona, si sintetizzerà questo ruolo: non sarò Amministratore Delegato, ma sarò più presente nella società. Non è mandando via l’allenatore che si risolvono gli stipendi, abbiamo un budget di stipendi da Eurolega e una classifica da retrocessione, quindi non hanno sbagliato solo Ramagli o i giocatori, ma anche la società. Ora cercheremo di risolvere le problematiche, per capire non tanto i problemi tecnici (non sono il mio lavoro) ma quelli comportamentali. Dobbiamo andare in campo per vincere e non per fare gite in giro per l’Italia. Abbiamo investito molto, e molto sugli atleti italiani, stiamo riportando Alessandro Gentile in una Nazionale il cui capitano è sempre nostro e preso poi un altro azzurro. Non abbiamo preso mercenari ma italiani, perché siamo una azienda italiana e questo deve essere il percorso. Non è solo questione di vendere caffè, perché con questo progetto abbiamo perso i clienti Fortitudo, ma per portare avanti il progetto. Parlerò con Ramagli, penso che voglia andare avanti, poi si parlerà con la squadra per capire se vanno tutti d’accordo, do per scontato che sia così: tutti dobbiamo remare nella stessa direzione, e chi non lo pensa, non essendo questa una prigione, vada a casa. Preferisco perdere con in campo Pajola e i giovani, o altrimenti si va in campo per vincere. Contro Cantù la sensazione è stata quella di una difficoltà psicologica, nessuno lo fa apposta, e forse pagare gli stipendi non basta. Noi, comunque, non riteniamo Ramagli responsabile, non abbiamo gli elementi per dargli tutte le colpe, perché queste vanno divise tra tutti. Questa squadra può battere chiunque, abbiamo 4 milioni di euro di stipendi facendoci diventare secondi o terzi in questa classifica, e non vogliamo essere per forza secondi o terzi, ma nemmeno in zona retrocessione. Non possiamo permettere a Virtus uno scempio come quello di due anni fa, quando con diatribe varie è successo quello che è successo. Bisogna avere un comportamento professionale adeguato alla maglia che si veste. La sintesi è questa: staremo vicini alla società per raggiungere l’obiettivo di portare della serenità, dato che non basta avere il capitano della Nazionale, se questo fa 0/11 da 3 nelle ultime due gare. Se lo ha fatto è perché non è sereno. Comunque, non verranno tollerati, anche nella vita privata, comportamenti non corretti, poi ora nei social si può capire tutto. E questo per rispetto di chi ha fatto sacrifici per abbonarsi, e per chi ha creduto in questa squadra e società.
Ramagli non è in discussione? Credo che ora si debba dargli il tempo di lavorare. Non credo che una sconfitta con Torino – se avviene nel modo sportivamente corretto – possa metterlo in discussione. Ora ha la proprietà che lo protegge, lui è in difficoltà dal punto di vista professionale, è normale che sia così. Il dovere che ha l’azienda è quello di aiutare un proprio collaboratore in difficoltà, e non di buttarlo a mare. Io mi sarei sentito un meschino a mandare via Ramagli ieri, perchè le colpe principali sarebbero state le mie. E sono contento che gli altri componenti del consiglio siano stati d’accordo con me. Io credo che gli allenatori, dopo averli scelti, si tengono, salvo problemi extrasportivi.
Dove è mancata la proprietà? Nella quotidianità, nella presenza in azienda. Le aziende le capisci se le vivi 10-12 ore al giorno. Poi devi essere anche un uomo di sport, e ringrazio loro che mi hanno ritenuto un uomo di sport, magari non di basket ma le dinamiche nello sport sono uguli dappertutto. La nostra negligenza è stata un po’ questa, Julio Trovato – e lo dico perchè è qua – più volte ci ha chiesto aiuto, mentre col presidente Bucci ci sentiamo tutti i giorni. La nostra presenza fisica qui può essere un aiuto, anche se magari non sarò qui 10 ore al giorno. Le vittorie si costruiscono durante la settimana, non la domenica. Ed eventuali problemi tra giocatori si possono fermare sul nascere.”

Poi il membro CDA Claudio Albertini: “Ho coinvolto Zanetti che ha messo tanto in questo progetto, e non andremo certo in scontro con il principale azionista. Dobbiamo tutti ringraziare questo atto di responsabilità che il presidente Zanetti ha fatto, purtroppo su questa decisione che riguarda Baraldi siamo forse arrivati un po’ lunghi. Se ci saranno da prendere provvedimenti drastici lo faremo, domenica siamo stati visibilmente molli, e dobbiamo chiedere ai giocatori di tornare ad essere quelli delle prime partite. Siamo riusciti lo scorso anno a riportare passione, l’esempio è stato quello che ha fatto Bruttini, il tuffo nei playoff, e noi dobbiamo ritrovare lo spirito suo e di Michelori. Contro Cantù eravamo due giri indietro. Dal punto di vista tecnico questa squadra ha alti valori, non è possibile perdere perchè non si mette in campo l’energia necessaria.”

Poi Daniele Fornaciari, presidente Fondazione: “La nostra stella polare è quella di dimostrare a tutti, tifosi e soci, che la Virtus gioca per vincere e non solo per passare 40’”

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